domenica , 26 maggio 2019
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Digitalizzazione: nuovo studio Schneider Electric

Schneider Electric, il leader globale nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, ha presentato nel corso del World Economic Forum di Davos lo studio Global Digital Transformation Benefits Report 2019, che presenta prove concrete del potenziale sprigionato dalla digitalizzazione in ambito industriale, commerciale e nel settore pubblico. Le prove sono gli estesi e quantificabili vantaggi di business individuati analizzando 230 progetti che Schneider Electric ha completato con suoi clienti di ben 41 Paesi negli ultimi cinque anni, tutti realizzati impiegando l’architettura e piattaforma EcoStruxure proposta dall’azienda. L’obiettivo di questo report è dare ai lettori un quadro di riferimento utile e realistico sul potenziale della trasformazione digitale nell’ambito della gestione dell’energia e dell’automazione. I vantaggi individuati sono classificati in tre categorie, tutte essenziali per la competitività: spese in conto capitale (CapEx), spese operative (OpEx), e vantaggi relativi a sostenibilità, velocità e performance.  Lo studio prende in considerazione quattro settori chiave dell’economia: edifici, data center, industria manifatturiera e infrastrutture, accomunati dall’essere interessati da un percorso di trasformazione che cambierà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo, trascorriamo il nostro tempo. I dati presentati nel report archiviano le preoccupazioni di chi teme che la trasformazione digitale sia una scelta costosa in termini di CapEx, che richiede l’adozione di nuovi sistemi e una complessa integrazione nei processi esistenti. I progetti presi in esame nel resto dimostrano che è vero l’opposto. Infatti, lo studio dimostra che, ad esempio, la digitalizzazione dei processi di progettazione può far risparmiare in media il 35% incidendo sulle spese in conto capitale e sull’ottimizzazione dei tempi. Inoltre, i costi per il commissioning di nuovi sistemi e asset possono ridursi in media del 29%. L’analisi rivela, inoltre, che la digitalizzazione – sfruttando l’Internet of Things – può portare a risparmi significativi sulle spese operative, migliorando in modo concreto efficienza, affidabilità, sicurezza e sostenibilità.  Le aziende e le organizzazioni coinvolte nello studio riferiscono di un risparmio medio del 24% sui consumi di energia, come risultato di progetti di digitalizzazione. In ambito industriale, la trasformazione digitale permette di fare di più con meno: produrre di più con meno energia, meno materiali, meno ore lavorative. Una maggiore produttività (fino al 50%) deriva dalle efficienze create in termini di gestione dell’energia e dell’automazione su tutta la catena del valore, con le più diverse applicazioni: dal tracciamento del prodotto basato sull’IoT all’automazione delle linee produttive. Nel 2009, l’azienda ha presentato EcoStruxure, la sua architettura e piattaforma abilitata all’IoT, plug & play, aperta e interoperabile. Oggi, questa piattaforma è ottimizzata per sfruttare al meglio il cloud e i servizi digitali; produce valore aggiunto in termini di sicurezza, affidabilità, efficienza, sostenibilità e connettività. EcoStruxure sfrutta l’evoluzione tecnologica di IoT, mobility, sensorisica, cloud, analytics, cybersecurity per creare innovazione a tutti i livelli: prodotti connessi, sistemi di controllo, applicazioni, analytics e servizi. Dal report emerge una visione più ampia del potere che si può sprigionare dalla trasformazione digitale nella gestione dell’energia e nell’automazione. Quando le aziende digitalizzano entrambi, questi lavorano insieme e producono valore ancora più grande.

 

04.03.19