martedì , 21 gennaio 2020
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Forum Italia Solare 2019

Se la crisi climatica è una realtà, altrettanto reale è il contributo determinante che il fotovoltaico può dare per passare a un sistema energetico a emissioni zero. Parliamo di una tecnologia che già da ora è in grado di partecipare al mercato elettrico, come dimostra l’esperienza della Germania, mentre in Italia il settore è fermo a causa degli ostacoli normativi e autorizzativi. È quanto è emerso l’11 dicembre a Roma durante la quarta edizione del Forum Italia Solare 2019 “Il fotovoltaico come risposta all’emergenza climatica” seguito da 450 persone tra presenti in sala e online. “A livello globale – spiega Guido Agostinelli, specialista senior del settore Solare di International Finance Corporation (IFC) – per fermare i cambiamenti climatici e restare al di sotto dei 2° C gli investimenti nelle rinnovabili dovrebbero raddoppiare, passando da 300 miliardi a oltre 600 miliardi/anno nei prossimi dieci anni”. La sfida nel settore energetico si gioca su tre piani: elettrificazione, radicale decarbonizzazione della generazione, efficienza energetica; di fatto un’enorme opportunità di crescita per una filiera che si ricostruisca a partire dalla ripresa del mercato europeo, e che abbia la capacità di proiettarsi sui mercati emergenti. A maggior ragione in Italia dove l’urgenza di cambiare passo è emersa con forza durante la giornata di lavori. Per gli ultimi governi la transizione energetica è un passaggio dalle fonti fossili più inquinanti al gas, per poi passare alle rinnovabili con obiettivi troppo timidi e con modalità non definite, che significa che i tempi indicati dal Governo nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima non sono credibili”, ha detto Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare. La realtà dei fatti è evidente, in Italia dal 2014 (2019 incluso) sono stati installati tra i 300 e i 400 MW/anno, contro gli oltre 1.500 MW/anno di Olanda, i 1.000 MW di Spagna e i 3.300 MW installati dalla Germania da inizio anno a oggi. Il fotovoltaico è una straordinaria opportunità di sviluppo per l’Italia: se non lo si supporta perdiamo Pil, opportunità di occupazione e di sviluppo tecnologico in un settore decisamente strategico fatto di componentistica e di servizi di gestione e ottimizzazione degli impianti molto avanzati. Italia Solare chiede al governo di procedere urgentemente con 5 azioni per poter dare avvio a quel tanto nominato Green New Deal che passa inevitabilmente anche dallo sviluppo delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico: lo sblocco delle autorizzazioni per impianti rinnovabili; dare avvio alle comunità energetiche con la possibilità di produrre e consumare collettivamente l’energia;    attivare misure per diminuire il costo degli impianti per il cliente finale compatibili con la salvaguardia del lavoro artigiano; prezzi dinamici e par condicio delle rinnovabili sui mercati dell’energia per rendere possibili PPA a lungo termine e investimenti in stoccaggi; tutela degli investimenti già effettuati nell’attuazione della nuova disciplina sui controlli del GSEPer lo sviluppo del fotovoltaico in agricoltura “Non abbiamo più tempo per discutere se sia opportuno o meno installare impianti a terra, dobbiamo piuttosto parlare di come installarli”, spiega Rolando Roberto consigliere di Italia Solare. Secondo Italia Solare parte dei terreni circostanti i centri abitati e i distretti industriali/artigianali dovrebbero essere sempre destinati ad un uso fotovoltaico, divenendo parte integrante dei nuovi piani urbanistici. Per le aziende agricole che dedicano fino a una quota %, ancora da stabilire, delle loro terre a impianti fotovoltaici in media tensione, l’associazione propone che possano beneficiare dell’esenzione dalla valutazione di impatto ambientale agli stessi termini degli impianti in prossimità delle aree di consumo.

 

27.12,19