martedì , 25 luglio 2017
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La casa del futuro parte da Courmayeur

Lo scorso marzo è stata inaugurata ai piedi del Monte Bianco, Biosphera 2.0, la casa del futuro, un modulo abitativo di soli 25 m2 provvisto di tutti i servizi essenziali utili al vivere bene. Il parallelepipedo, lungo 12 m, alto e largo 3, ospita una zona giorno con angolo cottura a induzione, un locale tecnico affiancato da un bagno comunicante e una zona notte con due letti a castello. Le due finestre, posizionate sul lato lungo del blocco, si trovano in corrispondenza della zona giorno, con dimensioni maggiori, e della zona notte, con un’area nettamente inferiore. L’uso del legno come materiale da costruzione sostenibile permea tutta la costruzione, dalle pareti portanti realizzate da pannelli multistrato a strati incrociati e accoppiati con lana di roccia agli arredi interni realizzati con materie prime e lavorazioni artigiane tipiche della tradizione valdostana.

 

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Tecnologie per interni quali l’illuminazione a Led per ridurre i consumi di luce artificiale, elettrodomestici e sensori di nuova generazione promettono ottime prestazioni energetiche e propongono monitoraggi costanti di abitanti e dotazione impiantistica.

Il modulo itinerante si sposterà di città in città, misurando il benessere psicofisico degli utenti all’interno di un ambiente energeticamente efficiente. Un esperimento condiviso sul web, una ricerca olistica che unisce esperienza dell’utente e sistema, un esempio costruttivo che applica le più moderne tecnologie presenti in edilizia. Biosphera 2.0 è il primo modulo al mondo costruito seguendo i protocolli standard per edifici passivi Passivhaus e Minergie-P. Durante il suo percorso, il modulo abitativo sarà sottoposto a stress termici continui, passando dai -20 °C invernali di Courmayeur ai +39 °C estivi di Rimini. L’involucro passivo è stato progettato per gestire i picchi radiativi, riducendo al minimo il passaggio di calore attraverso le pareti perimetrali. Il cuore di legno produce uno sfasamento termico tale da far variare di soli 0,8 °C al giorno le condizioni termiche interne, anche nelle condizioni meteo più estreme. Quindi, il calore prodotto dalle persone che vi abitano e dagli elettrodomestici sono sufficienti a garantire il mantenimento delle condizioni ideali di temperatura interna, intorno ai 20 °C e con livelli di umidità al 45-60%. Le potenzialità dell’involucro sono accoppiate con impianti ad alta efficienza energetica.
In copertura, 2,5 kW di impianto fotovoltaico provvedono all’alimentazione completa di tutti i dispositivi elettrici della casa. Inoltre, la dotazione impiantistica prevede un serbatoio da 150 litri che garantisce acqua calda sanitaria “scaldata dal sole”, un piccolo condizionatore da 1250 W e impianti di ricambio d’aria con scambiatore di calore. E quando il sole manca, 10 kWh di scorta sono immagazzinati in una batteria di ultima generazione, calcolata per una resistenza senza alimentazione solare di circa 15 giorni. E se tutto questo non bastasse?
L’abitante, visto come parte attiva della casa, interagisce con essa per produrre calore gratuito con qualche posizione yoga e l’installazione di una cyclette con alternatore nel soggiorno per ricaricare le batterie in caso di emergenza (Fonte: La Casa delle Nuove Energie).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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