domenica , 9 dicembre 2018
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Magnetotermici: le caratteristiche di intervento

Una corretta e buona scelta dell’interruttore magnetotermico più adato9 ad in particolare scopo dipende dalla conoscenza di questi dispo9sitivi, delle norme in relazione e, in particolare dalle3 caratteristiche di intervento. Gli interruttori magnetotermici devono proteggere adeguatamente i cavi elettrici in situazione di sovracorrente. La sovracorrente può avere origini diverse e manifestarsi in maniera differente a seconda del tipo di carico. Per questo motivo gli interruttori magnetotermici devono essere di tipo differente, in modo tale da essere adeguati alle condizioni di utilizzo. La differenza tra una tipologia e l‘altra sono il loro tempo di intervento in relazione al valore della corrente che li percorre e rientrano in parametri fissate dalle norme. Per interruttori magnetotermici per uso in impianti domestici e similari la norma di riferimento è la norma CEI EN 60898. Sono considerati interruttori magnetotermici per uso in impianti domestici e similari gli interruttori con corrente nominale fino a 125 A, non regolabili, con potere di interruzione fino a un valore massimo di 25 kA e per l‘impiego in alternata con massima tensione di utilizzo pari a 440V. Per interruttori che non rientrano in queste caratteristiche la norma di riferimento è la CEI EN 60947-2. La norma CEI EN 60898 ha definito 3 tipologie di interruttore fissando per ciascuna di essa i limiti dei valori del tempo di intervento in funzione della corrente che li attraversa (caratteristiche d‘intervento, o più semplicemente curve d‘intervento) denominandoli tipo B, tipo C e tipo D.

 

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