venerdì , 28 luglio 2017
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Ricercatori da tutto il mondo per parlare di nuovi modelli di business

CIRP IPSS 2016 - CIMG7587L’Università degli Studi di Bergamo e lo stabilimento ABB di Dalmine hanno ospitato il 20 e 21 giugno il convegno internazionale CIRP IPSS 2016 “Product-Service Systems across Life Cycle”, che ha visto la partecipazione di oltre 150 rappresentanti di 70 istituzioni accademiche, scuole di business e aziende provenienti da 18 Paesi e 4 Continenti.
Organizzato dal Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione dell’ateneo bergamasco, l’importante evento si è posto l’obiettivo di promuovere nuove conoscenze nel campo degli Industrial Product-Service Systems (IPSS) e di diffonderle tra accademici e professionisti. Si è trattato di un ulteriore esempio della collaborazione fra mondo universitario e ABB, azienda che anche nel sito di Dalmine vanta notevoli risorse di Ricerca e Sviluppo e che è oggi in prima fila a livello globale nella proposta di innovative soluzioni basate sull’Internet delle cose.
Le soluzioni che integrano beni fisici e servizi – chiamate generalmente Product-Service Systems (PSS) – rappresentano un‘importante evoluzione dei modelli di business delle aziende manifatturiere. In un contesto industriale caratterizzato dalla crescente dinamicità dei mercati, dalla forte pressione competitiva e da una domanda in continuo cambiamento, il focus delle aziende tende ad espandersi al di là delle funzionalità di un manufatto per includere in misura crescente servizi erogati lungo il suo intero ciclo di vita che generano valore aggiunto per il cliente. L’eccellenza tecnologica, la qualità e la flessibilità produttiva e logistica sono tuttora leve fondamentali per affrontare la complessità dei mercati. Tuttavia, un approccio tradizionale all’offerta e alla fornitura non è più sufficiente per creare una solida base competitiva che permetta all’azienda di conseguire il successo e soprattutto di conservarlo nel tempo.  Come ha sottolineato la professoressa Giuditta Pezzotta dell’Università degli Studi di Bergamo, organizzatrice del convegno, “un esempio è dato dai servizi di manutenzione collegati alla vendita di una macchina utensile o alle soluzioni di pay-per-useconsolidatesi negli anni, dapprima nel mondo della fotocopiatrici e della stampa e successivamente offerti anche in altri settori, come ad esempio quello dei beni strumentali e complessi; l’idea è di passare da un approccio transazionale (vendita al cliente di un prodotto) ad uno relazionale (vendita di una soluzione che comprenda non solo il prodotto, ma anche i servizi di cui ha bisogno il cliente durante l’utilizzo quotidiano del bene)”. Numerose esperienze teoriche e pratiche dimostrano che la transizione verso l’IPSS spinge le organizzazioni a ridefinire le proprie strategie, le operation, la catena del valore, le tecnologie, le competenze delle persone e le capacità di integrazione di sistema. I fattori chiave per ottenere un vantaggio competitivo nel lungo periodo diventano allora le soluzioni innovative knowledge-intensive, la crescita delle competenze in una grande varietà di campi, le nuove soluzioni di progettazione affiancate da adeguate capacità di sviluppo e realizzazione.  Durante il convegno CIRP IPSS, ospitato nel primo giorno presso il complesso di Sant’Agostino a Bergamo e nel secondo presso la fabbrica di apparecchiature e quadri in media tensione di ABB a Dalmine, ricercatori da tutto il mondo hanno approfondito queste tematiche con l’obiettivo di condividere i risultati più recenti e identificare nuove linee di ricerca e nuove collaborazioni. Ampia e significativa la copertura dei temi affrontati nelle sessioni, fra cui gestione della conoscenza e della qualità, marketing industriale, networking e organizzazione, progettazione e pianificazione delle strategie, PSS e sostenibilità, metodi e strumenti per l’analisi del valore del prodotto-servizio, design per il servizio.

 
Dalmine: “privilegiata” sede ABB
Lo stabilimento di Dalmine è da tempo sede privilegiata di intense attività di collaborazione fra ABB e varie Università italiane e straniere su un’ampia gamma di tematiche di frontiera riguardanti l’energia e l’automazione.  ”Riteniamo di avere tutti i titoli per ospitare un evento di questa rilevanza per il mondo tecnico-scientifico e del business, ha affermato Fabio Tagliaretti, responsabile dello stabilimento ABB di Dalmine. La nostra fabbrica ha linee di produzione ad elevatissima automazione, informatizzate e orientate ai più avanzati concetti di lean production ed è sede del Service per le apparecchiature e i sistemi di bassa e media tensione. Siamo parte di un Gruppo leader, con una forte spinta all’innovazione, che si sta indirizzando sempre più verso l’offerta di servizi a valore aggiunto e soluzioni integrate, puntando su intelligenza distribuita, connettività e comunicazione”.  ”Concreta dimostrazione di questo approccio è lo Smart Lab annesso alla fabbrica, ha affermato Paolo Perani, responsabile ABB Italia dello sviluppo del business.Una struttura unica nel suo genere dedicata alle simulazioni e alla sperimentazione di tecnologie innovative per migliorare l’efficienza della distribuzione, del controllo e della misurazione dell’energia nelle reti e nell’industria. Dispositivi, sistemi, componenti e software che vi sono installati sono rivolti al mondo delle Smart Grid e Smart Cities e aperti al nuovo paradigma che ABB definisce Internet of Things, Services and People (IoTSP)”. La straordinaria importanza di questi sviluppi, che tendono a cancellare la netta distinzione fra prodotto e servizio, è stata sottolineata da Mohamed-Zied Ouertani, di ABB Corporate Research, che ha introdotto la sessione industriale del convegno parlando di sfide e soluzioni per la trasformazione digitale.  «Definita quarta rivoluzione industriale o Industria 4.0, la fusione sempre più stretta fra mondo digitale e mondo delle macchine ha tutto il potenziale per generare una profonda trasformazione dell’industria globale,ha detto Ouertani. Le opportunità create dall’Internet delle cose, e in particolare dall’incontro fra Internet e produzione, sono naturalmente accompagnate da nuove sfide. Questa sessione del convegno mira a far luce sui progressi più recenti e a mostrare come ABB, tramite l’iniziativa IoTSP, stia collaborando nell’ecosistema Industria 4.0 alla ricerca di risposte adeguate per molte di queste sfide». La sessione industriale, coordinata dal professor Sergio Cavalieri, chairman del convegno, ha compreso la visita allo Smart Lab e una tavola rotonda con la presenza di esponenti di importanti realtà industriali come Fincantieri, Canon e MCM.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27.06.16