giovedì , 1 ottobre 2020
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Un cavo lungo 200 anni

Il cavo è spesso un elemento di impianto poco appariscente e a cui si offre poca considerazione. In realtà ci accompagna sin dalla nascita dell’elettrotecnica, sempre lo stesso e sempre diverso
A quanto risulta da un testo dell’inizio ‘900, e con il rischio di essere smentiti, il primo cavo utilizzato per la trasmissione di energia elettrica attraverso l’acqua fu costruito nel 1830 e servì a un tal sir O’Shawghnessy per un esperimento sul fiume Houley. Di lui e del fiume non c’è traccia in Google. La storia dei cavi quindi è certamente più antica e possiamo dire che 200 anni possiamo darli a questo importante dispositivo di propagazione dell’energia. E, già che ci siamo, utilizziamo una definizione di oltre cento anni orsono, apparsa su un’enciclopedia del 1904: “Conduttori isolati (detti anche gomene, canapi, cordoni), che si usano per la costruzione delle linee di grande portata, principalmente nelle condutture sotterranee subacquee. Sono per lo più formati da un fascio più spesso raggruppati prima in corone, poi coperti con materiale isolante. Qualche volta altresì si torce insieme un certo numero di fasci isolati. Un cavo è composto quindi di un’anima conduttrice e di un inviluppo isolante, al quale si aggiunge frequentemente un rivestimento destinato a proteggerlo contro gli accidenti e l’umidità”.

 

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