domenica , 18 Gennaio 2026
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100% rinnovabili in Sardegna

Lo studio “Scenari di transizione energetica per la Sardegna”, realizzato dal Politecnico di Milano insieme alle Università di Cagliari e Padova e commissionato dal Coordinamento FREE con il supporto di Consorzio Italiano Biogas, Italia Solare ed ECCO, analizza i benefici di un sistema elettrico sardo basato al 100% su fonti rinnovabili. I risultati mostrano che già al 2030 questo obiettivo garantirebbe vantaggi economici, sociali e ambientali, assicurando al tempo stesso stabilità, sicurezza del sistema e prezzi competitivi dell’energia. Le simulazioni al 2050 confermano inoltre la capacità di questo modello di sostenere e rafforzare le principali filiere produttive regionali. Secondo lo studio, nel 2030 la Sardegna potrebbe coprire interamente una domanda elettrica in crescita fino a 8 TWh grazie a 5,6 GW di nuovo fotovoltaico, 3 GW di nuova capacità eolica, 14 GWh di accumuli e al pieno funzionamento delle infrastrutture di rete, incluso il Tyrrhenian Link. Questa configurazione renderebbe possibile la chiusura definitiva delle centrali a carbone senza ricorrere alla loro riconversione a gas, ritenuta non conveniente dal punto di vista economico. Lo scenario 100% rinnovabile porterebbe anche a una significativa riduzione dei costi dell’energia: il prezzo zonale dell’elettricità scenderebbe del 39% entro il 2030, con un risparmio medio in bolletta di circa il 20% per le famiglie. Parallelamente, le emissioni si ridurrebbero fino al 62%, mentre l’impatto territoriale degli impianti fotovoltaici resterebbe contenuto, interessando meno dello 0,4% della superficie agricola regionale. Un ruolo chiave è attribuito alla modernizzazione della rete elettrica e ai sistemi di accumulo, indispensabili per garantire affidabilità e flessibilità in un sistema interamente rinnovabile. Fondamentale anche l’interconnessione con la Sicilia, che consentirebbe una gestione più efficiente della variabilità delle fonti rinnovabili. Lo studio valorizza inoltre il potenziale del biogas agricolo, capace di coprire fino al 10% della domanda industriale di gas per usi termici, offrendo nuove opportunità economiche al settore agricolo e contribuendo all’indipendenza energetica dell’isola. Guardando al 2050, l’analisi individua nello scenario di “ottimo economico” — basato sul massimo sviluppo delle rinnovabili e sulla trasformazione della Sardegna in un polo di produzione di energia verde, idrogeno ed e-fuel — la soluzione più vantaggiosa sotto il profilo ambientale, economico e occupazionale. In questo scenario, tra il 2025 e il 2050 si attiverebbero investimenti per 36 miliardi di euro, con oltre 12.000 posti di lavoro permanenti e un valore aggiunto annuo di circa 776 milioni di euro, risultati nettamente superiori rispetto alle alternative considerate. Centrale in questa prospettiva è la riconversione della raffineria Sarlux in una bioraffineria per la produzione di combustibili sintetici da idrogeno verde, che permetterebbe di salvaguardare l’occupazione e mantenere il ruolo strategico dell’impianto nel settore energetico nazionale. Le decisioni prese oggi sono decisive per il futuro energetico dell’isola: puntare su un modello 100% rinnovabile è possibile, conveniente e in grado di generare benefici diffusi per cittadini, imprese e territorio, a condizione di una visione politica chiara e lungimirante.

 

16.01.26