martedì , 7 Aprile 2026
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Tensioni geopolitiche: conseguenze sul mercato italiano

Le recenti tensioni geopolitiche nel Golfo iniziano a produrre effetti concreti anche sulle filiere tecnologiche italiane. A segnalarlo è ANIE Confindustria, che evidenzia un quadro sempre più complesso per le imprese, alle prese con rincari, ritardi e difficoltà nella gestione degli approvvigionamenti. Dai primi risultati di una survey in corso su un campione di oltre duecento aziende associate emergono criticità diffuse: più della metà delle imprese registra un aumento significativo dei costi di trasporto (57%) e delle materie prime (53%), mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne. Una situazione che si riflette direttamente sull’operatività quotidiana e sulla gestione dei cantieri. Le maggiori tensioni riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. Tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi, materiali per ripristini provvisori e definitivi, oltre ad altre materie prime e semilavorati legati al ciclo del petrolio. In questo contesto si inserisce anche la dinamica dei prezzi delle termoplastiche — ampiamente utilizzate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico — che registrano incrementi superiori al 30%, contribuendo ad aggravare ulteriormente il quadro dei costi. Sul fronte della filiera elettronica, al momento non si registrano criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, compreso l’elio, grazie a canali di approvvigionamento diversificati e alle scorte ancora presenti. Restano però elementi di attenzione legati all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna. Le difficoltà non si limitano ai costi: molte imprese segnalano anche problemi nella continuità delle forniture, con l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche. Una situazione che rende più complessa la programmazione delle attività e rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere.

 

07.04.26