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CER: le associazioni chiedono di estendere gli incentivi

Garantire continuità al sistema di incentivazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e dell’autoconsumo diffuso, estendendo l’attuale meccanismo fino al 31 dicembre 2030 o, se precedente, fino al raggiungimento dell’obiettivo di 5 GW di potenza complessivamente incentivata. È la richiesta avanzata da Assoesco, CNA, Coordinamento CERS Roma e Lazio, Confartigianato, Confcooperative, Coordinamento FREE, Elettricità Futura, Federesco, Italia Solare e Legacoop al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, attraverso una lettera congiunta. Le associazioni chiedono un orizzonte temporale adeguato allo sviluppo delle configurazioni di autoconsumo diffuso e interventi sulle criticità che ne rallentano la diffusione. I dati del PNRR indicano una crescita attesa della potenza installata, confermando l’interesse verso le CER. A frenarne lo sviluppo sono soprattutto la lentezza degli iter e dei processi necessari alla loro costituzione e operatività. Al 31 agosto 2026 risultano attive 6.161 configurazioni, con circa 62.000 aderenti e 523,6 MW di impianti: una potenza pari a circa il 10% dell’obiettivo di 5 GW previsto dal DM 414/2023.Tra le principali criticità figurano la complessità delle procedure, i tempi di lavorazione delle pratiche e le difficoltà operative legate alla modifica delle configurazioni esistenti, ad esempio per l’ingresso di nuovi partecipanti o impianti.
Le associazioni accolgono positivamente lo stanziamento di ulteriori 246 milioni di euro di risorse PNRR destinati alle CER e ai gruppi di autoconsumatori, sottolineando tuttavia che molti progetti finanziati devono ancora essere completati e resi operativi. Oltre alla messa in esercizio degli impianti, è infatti necessario individuare e coinvolgere i soggetti con cui condividere l’energia prodotta. In questo contesto, la scadenza del 31 dicembre 2027 dell’attuale sistema di incentivazione rischia di non essere coerente con i tempi effettivi di sviluppo del mercato. Le associazioni chiedono quindi di definire la prosecuzione del meccanismo entro la fine del 2026, garantendo certezza a operatori, cittadini e imprese. Propongono inoltre un sistema di monitoraggio pubblico, trasparente e aggiornato sul raggiungimento dell’obiettivo dei 5 GW, per consentire agli interessati di verificare l’avanzamento della potenza incentivata. Accanto alla continuità degli incentivi, la lettera evidenzia la necessità di semplificare la costituzione e la gestione delle configurazioni e di favorire una maggiore partecipazione delle PMI, in grado di contribuire allo sviluppo della generazione distribuita e alla condivisione dell’energia. La proroga consentirebbe infine di accompagnare la transizione verso la più ampia disciplina della condivisione dell’energia prevista dal D.Lgs. 3/2026, la cui attuazione è attualmente oggetto dell’attività regolatoria di ARERA.

 

19.10.26