lunedì , 29 novembre 2021
AE NEWS
Home < NEWS ATTUALITA' < Boom delle rinnovabili in borsa  

Boom delle rinnovabili in borsa  

Le energie rinnovabili sono sempre più forti in Borsa: l’IREX Index supera per la prima volta quota 21.000 punti e mette a segno un nuovo massimo storico. Lanciato nel 2008, l’IREX Index di Althesys segue la performance delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana e costituisce pertanto il benchmark di riferimento per tracciare le performance del comparto energie rinnovabili in Italia. Comprende 14 titoli, con una capitalizzazione di 3.690 milioni di euro. L’indice si è mantenuto nettamente in rialzo per tutta la prima metà dell’anno, in un rally che lo ha portato a crescere del 12,8% da gennaio ad oggi. In luglio e agosto la crescita è stata del 24%, staccando nettamente sia il FTSE All Share, che nello stesso periodo è cresciuto poco più del 4%, sia il FTSE Italia Energia dedicato al segmento Oil&Gas, che ha invece guadagnato appena l’1%. La combinazione della raggiunta maturità di tecnologie quali eolico e fotovoltaico, con uno sforzo politico nazionale e internazionale mai visto prima verso la transizione energetica, ha portato il segmento delle rinnovabili sempre più al centro dell’interesse degli investitori. Le rinnovabili hanno dimostrato di essere capaci di realizzare importanti flussi di cassa nel medio periodo e gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione contenuti nel PNRR assicurano un mercato in grande espansione per le aziende del settore. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il 5 agosto scorso, allo schema di decreto che si occupa, tra l’altro, di potenziare i regimi di sostegno alle energie rinnovabili, il Governo punta ora ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, nuovi decreti di incentivazione con registri e aste su base quinquennale per impianti di grossa e piccola taglia e incentivi diretti all’energia autoconsumata come comunità energetiche e di autoconsumo collettivo. Tuttavia, visto che l’ultimo bando dell’attuale decreto ministeriale chiuderà ad ottobre, si prospetta un nuovo rallentamento dei cantieri. Per superare poi le numerose opposizioni provenienti dalle comunità locali, il decreto accentra a livello statale la competenza per regolamentare le aree idonee e non idonee con la ripartizione della potenza installata fra Regioni e Province autonome, stabilendo che in tali aree il parere paesaggistico, pur obbligatorio, non è vincolante e tutti i termini del procedimento sono ridotti di un terzo.

 

08.01.21