giovedì , 11 Agosto 2022
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Caro energia: necessaria soluzione che incentivi le rinnovabili

Italia Solare condivide la necessità di approntare misure volte a un’immediata riduzione delle bollette di energia elettrica e gas naturale, che stanno minacciando la competitività del tessuto industriale e il benessere delle famiglie nel nostro Paese. “Solo una volta che sono stati fatti calcoli precisi si può capire la strategia da adottare e come intervenire. Se servono 20 o 30 miliardi non si può perdere tempo a parlare di extraprofitti, ma è necessario prevedere un fondo straordinario di supporto a famiglie e imprese per sopravvivere nel 2022 e in parallelo adottare un piano efficace per svincolarsi dal gas”, commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare. Le parole espresse dal Ministro Cingolani in Senato non aiutano a capire le intenzioni del governo e rischiano di generare molti malintesi. La partita è così grave e urgente da richiedere massima chiarezza, oltre a un rigore tecnico imprescindibile. “In nessun modo si dovrebbe ricorrere a interventi tali da alterare il funzionamento del mercato e soprattutto i rapporti tra i soggetti dell’intera filiera. Nel caso dell’energia elettrica, non riteniamo possibile il rafforzamento di forme di ritiro amministrato dell’energia a opera di soggetti istituzionali, che dovrebbero semmai fornire opportune garanzie agli operatori di settore a sostegno dell’efficiente funzionamento del mercato”. Gli operatori del fotovoltaico sono disponibili a fare la loro parte, ma solo ed esclusivamente mettendo un limite massimo ai prezzi di vendita dell’energia sul mercato e non toccando in alcun modo le tariffe incentivanti dei conti energia, se i soldi trattenuti verranno restituiti in modalità da concordare e se tutti partecipano allo sforzo, a cominciare da chi produce e vende i combustibili fossili, per arrivare ai concessionari che devono abbassare i loro guadagni. “È arrivato il momento di intaccare i sussidi ai combustibili fossili, che ci hanno portato al disastro in cui ci troviamo, per non ritrovarci al paradosso di colpire chi ha investito nelle rinnovabili. I sussidi alle fossili sono oltre i 10 miliardi di euro all’anno e devono essere urgentemente rivisti”, commenta Rocco Viscontini. La proposta di riaprire i giacimenti nazionali è antistorica, miope e non influirà sul prezzo delle bollette. Il prezzo del gas in Europa si forma all’hub olandese ed è ormai condizionato dal prezzo asiatico. Il gas estratto in Italia entrerebbe automaticamente nel mercato e assumerebbe un valore uguale al resto del gas movimentato (centinaia di miliardi di mc/anno). Abbiamo molti dubbi che la vendita del gas nazionale si svincoli dalle logiche dei prezzi di mercato internazionali a cui siamo indissolubilmente legati. Inoltre, i tempi necessari per riattivare i giacimenti sono molto lunghi, mentre molti GW di rinnovabili, fotovoltaico in testa, possono essere messi in campo in poche settimane o mesi. Sono necessarie misure a lungo termine, volte ad esempio alla promozione dei PPA (Power Purchase Agreement) di energia rinnovabile che sono la soluzione per aiutare da subito i consumatori industriali e residenziali. Sia dal lato dell’offerta sia della domanda sono giunti segnali di un’ampia disponibilità all’attivazione di contratti di questo tipo, se viene garantito un contesto normativo che riduce gli ostacoli alla loro stipula. In tal senso andrebbe favorita la vendita di energia da parte dei produttori agli operatori del mercato libero, così da aumentare al massimo la liquidità dell’offerta.

 

02.03.22