martedì , 20 aprile 2021
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Criticità nell’utilizzo dei data center nel 2021

Gli esperti di Vertiv prevede che le criticità dei data center e la costante dipendenza da essi emerse nel corso della pandemia di Covid-19 cresceranno ulteriormente nel 2021, manifestandosi in modi nuovi. I data center sono stati a lungo caratterizzati da livelli di disponibilità e accessibilità elevati, ma il passaggio a un livello di pubblica utilità sarà visibile in due modi. In primo luogo, le aspettative elevate per la disponibilità della rete si estenderanno nelle zone rurali e remote, portando le applicazioni critiche a un maggior numero di utenti. Questo aumenterà inevitabilmente la pressione sui data center, ai quali sarà chiesto di mantenere la connettività anche alle infrastrutture edge delle loro reti. In secondo luogo, qualsiasi distinzione tra disponibilità e connettività verrà cancellata, poiché la capacità di garantire e proteggere le connessioni su reti ibride sempre più distribuite, diventa un requisito tanto importante quanto qualsiasi altra misura tradizionale di uptime dei data center. La pandemia ha tracciato di fatto una nuova linea di riferimento per l’infrastruttura digitale. In questo contesto, gli esperti di Vertiv hanno identificato alcune tendenze da monitorare nel 2021. Innanzitutto la digitalizzazione sul Fast Forward: il Covid-19 avrà un effetto duraturo sulla forza lavoro e sull’ecosistema IT a supporto del nuovo modello di lavoro da casa. Si prevede che l’investimento nelle infrastrutture IT si incrementerà, consentendo funzionalità di lavoro da remoto più efficienti. Sono già emersi diversi servizi da remoto per ridurre al minimo la necessità di assistenza in loco. Si renderà poi necessario portare le funzionalità dei grandi data center in spazi piccoli e periferici. L’Edge di oggi è più critico e complesso, dal punto di vista funzionale è un’estensione del data center che sostituisce l’ambiente IT del passato. I costi e la complessità hanno impedito l’implementazione delle best practice del data center in questi spazi, ma la situazione sta cambiando. E’ prevista una continua attenzione nel portare funzionalità di iperscalabilità e di livello aziendale in questi siti specifici. Inoltre in questa prima fase della pianificazione e della disponibilità sul mercato del 5G, la discussione si è concentrata sui vantaggi finali della tecnologia (maggiore larghezza di banda e latenza ridotta) e sulle applicazioni cui darà origine. Tuttavia nel 2021, man mano che molti Paesi inizieranno le loro implementazioni del 5G e che i primi utilizzatori inizieranno a promuovere soluzioni scalabili, l’attenzione si concentrerà sui significativi aumenti del consumo energetico causati dal 5G e sull’implementazione di strategie più efficienti. La densificazione della rete necessaria per soddisfare appieno la promessa del 5G si aggiunge inevitabilmente all’aumento della domanda di energia, stimata di 3,5 volte superiore a quella del 4G. Il prossimo anno vedrà quindi una maggiore attenzione alla gestione di questo significativo aumento del consumo energetico, esplorando modelli più efficienti. Il 5G rientra nel contesto più ampio della sostenibilità. Man mano che la proliferazione dei data center accelererà, soprattutto nello spazio iperscalabile, i provider di cloud e servizi di colocation dovranno affrontare un maggiore controllo sul loro consumo energetico e idrico. L’amplificazione del dibattito sui cambiamenti climatici e l’evoluzione della situazione politica negli Stati Uniti e a livello globale accresceranno l’attenzione sul settore dei data center, che rappresenta circa l’1% del consumo energetico globale. Il prossimo anno vedrà un’ondata di innovazione incentrata sull’efficienza energetica in tutto l’ecosistema dei data center. L’obiettivo è quello di cercare importanti innovazioni in tutto lo spazio dell’infrastruttura del data center e soprattutto nell’area del thermal management.

 

01.04.21