lunedì , 29 novembre 2021
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Direttive UE Rinnovabili e Mercati  

L’associazione Italia Solare è stata audita da Camera e Senato sugli schemi di decreti legislativi attuativi delle Direttive europee Rinnovabili (2018/2001) e Mercati (944/2019). Il lavoro svolto dal legislatore, secondo Italia Solare, è certamente necessario per dare impulso allo sviluppo del settore rinnovabile in Italia nel rispetto dei target di riduzione delle emissioni previsti al 2030 e al 2050. Tuttavia si rendono necessarie alcune modifiche rispetto allo schema presentato. In merito all’Atto di Governo 292 per la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili sono quattro i punti cardine:

  1. DM FER1. È necessario semplificare l’accesso alle tariffe a tutela della partecipazione e della riduzione dei costi. Se non vi è una semplificazione e riduzione della documentazione nelle procedure d’asta la partecipazione alle aste sarà ridotta e i costi per la collettività aumenteranno. Per tale motivo è necessario ridurre al minimo documenti e dichiarazioni, prevedere la possibilità di sanare le irregolarità e, laddove non vi siano irregolarità sanzionate penalmente, condurre controlli non oltre 18 mesi. Le tariffe dovrebbero, inoltre, essere garantite anche a impianti in zona agricola a terra, in modo da assicurare la massima efficienza e concorrenzialità sui prezzi d’asta e quindi anche la riduzione degli oneri. Va data attenzione ai sistemi di accumulo, sinora considerati in modo marginale, e alla rimozione dell’amianto che beneficia di premi insufficienti. Agli impianti incentivati con il Conto Energia andrebbe assicurato l’accesso alle detrazioni fiscali per l’installazione degli stoccaggi e detrazioni fiscali ad hoc andrebbero previste per la rimozione dell’amianto combinata con l’installazione degli impianti fotovoltaici.
  2. In quanto alle procedure di autorizzazione, sin da subito si potrebbero considerare aree idonee le aree industriali, aree di cava e discarica, aree parcheggio, aree liberate a seguito della demolizione di edifici, aree contigue a quelle degli impianti esistenti.
  3. Ove possibile entro il 2030 andrebbe previsto l’obbligo di installazione degli impianti, mentre dovrebbero essere sanzionati sin da ora gli impianti realizzati ma non connessi alla rete. Dovrebbe inoltre essere reso obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni l’utilizzo di sola energia verde.
  4. Comunità energetiche e autoconsumo a distanza. L’autoconsumo a distanza ha un effettivo significato economico solo se può godere di incentivi visto che paga oneri di sistema.

12.11.21