Al 31 dicembre 2025, in Italia risultano connessi 2.092.088 impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 43.513 MW. Il 27% (11.627 MW) di tale potenza è relativa a impianti residenziali, il 43% (18.850 MW) è invece attribuibile al C&I mentre il 30% (13.036 MW) è rappresentato da impianti di grande taglia. Sono i dati che emergono dalle elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna. La potenza connessa durante il 2025 è stata pari a 6.437 MW segnando un calo del 5% rispetto al 2024, dovuto principalmente al rallentamento dei settori residenziale (-32%) e C&I (-26%), parzialmente compensato dall’aumento delle connessioni di impianti di grande taglia (+15%). Era dal 2013 – a parte il 2020 anno del Covid – che non si registrava una riduzione della potenza connessa rispetto all’anno precedente. Anche in termini di numero di nuovi impianti si è registrato un calo nel 2025 dove ne sono stati installati 213.200, in diminuzione del 25% rispetto all’anno precedente (283.914). Nel 2025, la ripartizione della nuova potenza installata evidenzia i seguenti trend: Cala il settore residenziale (< 20 kW): ormai cessata l’onda lunga del Superbonus, il residenziale sembra essersi stabilizzato attorno a una media di 300 MW installati a trimestre, con una riduzione della potenza del 24% rispetto al 2024. In calo anche il numero degli impianti che è passato da 274.537 nel 2024 a 198.667 dello scorso anno. Anche il settore C&I (20 kW ≤ P < 1 MW) nel 2025 registra un calo (-21%) rispetto all’anno precedente (2.194 MW del 2024 vs 1.744 del 2025). Durante i primi tre trimestri il settore C&I ha registrato una riduzione, per poi risalire nell’ultimo trimestre dell’anno. In controtendenza, invece, il settore utility-scale (≥1 MW) ha registrato la crescita del 15% con numerosi impianti di grande taglia connessi alla rete (2.910 MW nel 2024 contro i 3.412 MW dello scorso anno), soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. Tale aumento di connessioni è il risultato delle tante autorizzazioni rilasciate negli ultimi anni. Significativo il calo, dal 2024 al 2025, delle regioni più grandi del Nord Italia: Lombardia -19% (-174 MW), Emilia-Romagna -10% (-56 MW), Veneto -7% (-39 MW), Piemonte -5% (-28 MW). In queste regioni, infatti, lo sviluppo di grandi installazioni a terra è ostacolato da politiche regionali restrittive che si tradurranno in un aumento delle bollette di famiglie e imprese. In Centro Italia il Lazio scende del 39% (-497 MW, influenzato comunque dalle importanti connessioni di grandi impianti del 2024), l’Umbria del 32% (-33 MW) e la Toscana dell’11% (-26 MW). Crescono le Marche +19%, (+28 MW), l’Abruzzo +13% (+19 MW) e la Sardegna +9% (+30 MW, ma per impianti autorizzati in passato. Il Sud è caratterizzato dall’impennata della Sicilia (+81% grazie a +430 MW) e dalla crescita della Basilicata (+31%, +25 MW), della Puglia (+24%, +79 MW), e della Calabria (+21%, +22 MW).
25.02.26
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