martedì , 5 Luglio 2022
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Fotovoltaico e agricoltura: quali criteri

“Inquinamento e cambiamenti climatici impongono un cambio di passo e servono almeno 32 GWp di nuovi impianti fotovoltaici”. Così inizia la lettera di Greenpeace, Italia Solare, Legambiente e WWF al governo per chiedere di evitare provvedimenti che blocchino gli impianti fotovoltaici sui terreni, anche su quelli agricoli. Secondo le associazioni per raggiungere gli obiettivi del PNIEC è necessario favorire il revamping e repowering degli impianti esistenti, ma non basta. I 32 GW di nuovi impianti fotovoltaici non possono essere realizzati in 10 anni solo su tetti e aree contaminate. Occorre creare le condizioni affinché gli impianti fotovoltaici siano installati anche su terreni agricoli senza redditizia attività agricola e senza caratteristiche di pregio ambientale. Secondo le associazioni, servono 2 ettari per ogni MWp. Stimando che circa il 30% di 30-50 GW si potrà installare sui tetti e su terreni industriali o contaminati, serviranno 40-70 mila ettari di terreni agricoli, lo 0,2-0,4% dei terreni coltivabili disponibili. Attualmente è vigente un assetto normativo che non favorisce la tutela dei terreni agricoli, da qui la proposta delle associazioni di dare un ordine e una programmazione all’installazione degli impianti anche in ottica di salvaguardia e tutela dei terreni stessi. Le norme attuali consentono di realizzare impianti in aree agricole senza limitazioni generali o regolamentazione specifica, limitandosi soltanto a non consentire a questi impianti l’accesso alle aste e agli incentivi. È importante individuare dei parametri oggettivi, ragionevoli e subito disponibili – spiegano le associazioni -, per non rallentare lo sviluppo del fotovoltaico, ma anche a sostegno delle stesse imprese agricole, che possono vedere nella produzione di energia rinnovabile uno sviluppo della propria attività ovvero generare dalla concessione dei siti alla generazione fotovoltaica somme preziose per investimenti nella propria attività, anche mantenendo l’attività agricola tra le file di moduli fotovoltaici. “Chiediamo quindi al legislatore di creare le condizioni perché si possa conciliare la necessaria crescita delle energie rinnovabili anche a terra con l’ambiente circostante”.

 

19.08.20