giovedì , 11 Agosto 2022
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Il perito elettrico

Prima parte – Partendo da un episodio che coinvolge due allievi ITIS si entra nel merito da un periodo di transizione tra la vecchia e la nuova riforma dell’istruzione tecnica, in particolar modo nell’ambito, una volta unico ed ora diversificato, della sezione elettrotecnica

Voglio fare il progettista
Essendo a conoscenza che nella mia attività professionale vi è anche quella di ingegnere progettista d’ impianti elettrici, qualche mese fa due studenti ITIS del quarto anno della sezione elettrotecnica mi hanno contattato per sapere cosa avrebbero dovuto fare per poter diventare, anche loro, dei progettisti. Innanzi tutto li informai di quella che sino a qualche tempo fa era certamente la procedura da seguire. Cioè l’acquisizione del diploma di maturità tecnica, fare il praticantato per due anni e sostenere, infine, l’esame di abilitazione alla libera professione. Però aggiunsi anche che ero incerto poiché sapevo di una disposizione europea che stabiliva che per svolgere questa attività era necessario frequentare corsi di studio universitari o comunque post diploma; messa, però, in discussione dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali. Ed in virtù di ciò, questo Organismo, ribadendo che a differenza degli altri paesi in Italia la scuola superiore dura cinque anni anziché quattro e che il nostro quinto anno ha una forte caratterizzazione professionale, aveva ottenuto una proroga dell’applicazione di questa direttiva sino al 2012.

Riforma dell’istruzione tecnica
E terminai questo incontro promettendo che mi sarei informato circa il rispetto o meno di questo limite di tempo. Cosa che ho fatto, avendo conferma che la disposizione europea non è stata ancora applicata e che, attualmente la condizione fondamentale per fare il suddetto iter è che le materie tecniche degli esami di maturità devono essere coerenti con l’ambito in cui si intende svolgere l’attività di progettazione. Quindi tutto chiaro. Ed invece no poiché attualmente vige la riforma dell’ istruzione tecnica entrata in vigore nel 2010 che articola il corso in due bienni, mentre l’ultimo anno è di specializzazione. Quindi per i due allievi, siccome stanno frequentando l’ultimo anno del secondo biennio, non si sa nulla del nuovo esame di maturità che dovranno sostenere il prossimo anno; mentre quest’anno valgono ancora le vecchie regole.

Tre articolazioni
Di conseguenza li ho ricontattati per informarli, promettendo loro che avrei approfondito la riforma Gelmini per vedere se vi fosse comunque la possibilità di esaudire il loro desiderio. Esaminandola mi sono reso conto che ciò è difficile stabilirlo poiché le vecchie sezioni di elettrotecnica e di elettronica sono state unificate e quella risultante è stata suddivisa nelle tre articolazioni “Elettronica”, “Elettrotecnica” e “Automazione”. Nella prima vengono approfondite la progettazione, realizzazione e gestione di “sistemi e circuiti elettronici” e nella seconda di “impianti elettrici civili e industriali”. Mentre nella terza ci si dedica ai “sistemi di controllo”. Siccome questa articolazione è quella attualmente da loro frequentata, i due studenti, per poter soddisfare il loro desiderio, dovrebbero trasferirsi in un istituto tecnico di un’ altra città in cui vi è l’ articolazione di elettrotecnica. Cosa che gli sconsiglio vivamente.

Eccellenza nella robotica
Il motivo fondamentale per cui ritengo ciò inopportuno è che questi due allievi sono già dei protagonisti dell’ eccellenza nella robotica acquisita dalla loro scuola che è il Polo Tecnico di Treviglio; più volte richiamato su questa rivista e dove si sta attuando il Progetto “Casa Attiva”. Infatti – assieme ad altri alunni – hanno vinto il primo premio alla Robocup 2014 che è il campionato nazionale di calcio per mini autonomi. Inoltre potranno rappresentare l’Italia ai mondiali in Brasile. Ma, per loro scelta, solo se saranno pronti i robot di nuova generazione che stanno approntando anche sull’ esperienza concreta dell’ ultima esaltante vittoria. Comunque sono certo che raggiungeranno ancora risultati di prestigio. Lo conferma il fatto che i robot vincitori sono l’evoluzione di quelli arrivati (con altri allievi ora diplomati) secondi ai campionati mondiali di Robocup 2010 a Singapore, dopo aver vinto quello italiano. Peraltro il Polo è attivo nella robotica dal 2005, anno in cui in Germania ricevette il primo premio europeo con il robot Free Klimber. Inoltre ci sono stati negli anni molti altri importanti premi e prestigiosi riconoscimenti. E’ opportuno ribadire che gli allievi coinvolti provengono dalle sezioni di meccanica ed elettrotecnica e, più recentemente, da quella di informatica. Però sono gli allievi elettrotecnici quelli che hanno costituito il nucleo più attivo e consistente. Palese dimostrazione della primaria importanza delle figure di cultura elettrica nell’automazione. Aspetto che, invece, è scarsamente considerato; come da me denunciato in articoli precedenti. Così come lo è il fatto che l’automazione (domotica, cablaggio strutturato e via dicendo) sta coinvolgendo anche le abitazioni e gli edifici di qualsiasi tipologia e dimensione. Così come si ignora la prossima diffusione, accanto a quella industriale, della robotica di servizio alla persona. Tutti argomenti che sono da qualche tempo oggetto di miei articoli.

Il perito elettrico
Al riguardo questi allievi, frequentando il Polo di Treviglio, hanno la possibilità di approfondire anche questi aspetti perché, sempre nel 2005, decisi assieme al dirigente scolastico del tempo di affiancare la domotica all’automazione industriale ed alla robotica in cui la scuola eccelleva. In particolare in quell’anno è iniziato il processo di realizzazione del modello di casa domotica denominata “Casa Attiva” per arrivare nel tempo – cioè all’oggi – ad affrontarvi, per l’appunto, l’automazione e la robotica a 360 gradi. Quindi i due allievi, e tutti gli altri che nel Polo frequentano i diversi corsi statali e regionali attualmente presenti, potranno avere una formazione completa sull’automazione. Restando agli allievi ITIS se potessi attribuire loro una specifica qualifica, li definirei “Periti Elettrici” a similitudine dell’Università che ha istituito la facoltà di ingegneria elettrica. Argomentazione che approfondirò nel prossimo articolo.

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