martedì , 16 Giugno 2026
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Industria: crescita debole nel 2025

In un quadro di perdurante debolezza dell’industria manifatturiera nazionale, i settori ANIE confermano una dinamica in controtendenza. È quanto emerge dalla Nota congiunturale trimestrale elaborata dal Centro Studi di ANIE Confindustria. Nel 2025 il manifatturiero ha evidenziato una dinamica negativa, con una flessione dei volumi della produzione industriale pari allo 0,5%. In questo scenario, i settori Elettrotecnica ed Elettronica si distinguono per una performance positiva, chiudendo il 2025 con una crescita complessiva dell’1,8% nei volumi di produzione industriale e dell’1,9% nel fatturato. L’espansione dei volumi ha interessato entrambe le macroaree: più contenuta nell’Elettrotecnica (+1,5%), mentre l’Elettronica si è distinta per una dinamica più vivace (+2,7%). La crescita dei settori ANIE continua ad essere trainata in larga misura dalla domanda di tecnologie connesse alle transizioni energetica e digitale. A sostenere l’andamento complessivo contribuisce soprattutto il mercato interno, che nel 2025 ha registrato un incremento del 3,1%; le vendite estere risultano maggiormente esposte a un contesto internazionale di crescente instabilità. Il quadro resta tuttavia condizionato da significativi elementi di incertezza, come evidenzia un’indagine del Servizio Studi di ANIE Confindustria, condotta su un campione rappresentativo di aziende associate, con particolare riferimento agli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il 71% delle imprese del campione è attivo sui mercati esteri e oltre la metà esporta anche verso i Paesi dell’area mediorientale coinvolti nelle attuali tensioni. In una pima fase le criticità si sono riflesse principalmente sul lato dei costi: il 62% delle aziende segnala aumenti nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell’energia. A questi si aggiunge un’elevata incertezza sugli investimenti (35%), che spinge le imprese verso un atteggiamento più prudente. Nel complesso emerge come, nonostante una sostanziale tenuta nel breve periodo, la capacità di mantenere tale stabilità nel tempo appaia limitata, con primi segnali già evidenti di deterioramento. La logistica si conferma uno dei principali elementi di criticità per quasi il 40% delle imprese, con difficoltà operative e rallentamenti nei flussi che incidono sulla pianificazione. La durata della crisi in Medio Oriente rappresenta un fattore decisivo per le prospettive delle imprese: se il conflitto si fosse risolto entro un mese, il 73% delle aziende avrebbe previsto impatti nulli o limitati; a quasi due mesi dall’avvio delle tensioni, prendono invece corpo scenari più critici: oltre l’80% delle imprese si attende effetti almeno moderati, mentre il 39% prevede impatti rilevanti sull’attività. Il protrarsi delle tensioni è destinato a incidere nei prossimi mesi anche sull’andamento della domanda estera, che finora ha mostrato una discreta tenuta. La crisi in corso rischia di colpire mercati di primaria importanza per l’industria ANIE, che negli ultimi anni si sono distinti per una domanda in crescita sostenuta rivolta alle tecnologie italiane. Nel 2025 le esportazioni italiane verso i Paesi del Golfo hanno raggiunto circa 2,6 miliardi di euro, in crescita di oltre il 60% rispetto al 2019, con Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita tra i principali mercati di destinazione. Con riferimento all’Iran, pur in presenza di flussi di export pressoché nulli a causa del quadro sanzionatorio internazionale, il Paese rappresenta storicamente un mercato di grande interesse per le tecnologie italiane.

 

15.05.26