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La libera professione scrive la storia

FPIAE201404vignetta-grandePoco meno di 10 anni fa scrivevo su una rivista di categoria come i periti industriali fossero stati artefici dello sviluppo della nazione, con un lavoro talvolta oscuro, e sicuramente non adeguatamente considerato. Oggi, dopo 40 anni di attività libero professionale, non posso che riconfermare come i periti industriali abbiano contribuito in maniera significativa, ma soprattutto determinante alla crescita ed affermazione in tutti i campi del lavoro italiano. Non dico a caso in “tutti i campi” ma perché le specializzazioni dei periti industriali coprono tutti gli aspetti delle attività di tipo ingegneristico. Il consiglio nazionale dei periti industriali in un documento del 9 febbraio 2009 inviato al Ministero di Giustizia, rispondendo alla richiesta del ministero stesso per il riconoscimento dei titoli professionali esteri, così come richiesto dai decreti attuativi della direttiva della Comunità Europea numero 2005/36, fa una elencazione in un apposito allegato delle specializzazioni oggetto dell’esame da sostenere per il riconoscimento dei titoli. Le specializzazioni sono: arti fotografiche, arti grafiche, chimica conciaria, chimica nucleare, costruzioni aeronautiche, cronometria, edilizia, elettronica industriale e telecomunicazioni, elettrotecnica e automazione, energia nucleare, fisica industriale, industria cartaria, industrie cerealicole, industrie minerarie, industria navalmeccanica, industria ottica, industria tessile, informatica, materie plastiche, meccanica, metallurgia e termotecnica. Nel 1961 un decreto prevedeva che le specializzazioni fossero addirittura 31, e fra esse c’erano anche quelle del disegno di tessuti, delle industria tintoria, della maglieria, della confezione industriale e della elettronica e programmazione.

Una crescita progressiva di specializzazioni, professionalità e mansioni
L’articolo 16 del regio decreto 11 febbraio 1929 numero 275 avente per titolo “regolamento per la professione di perito industriale” indica sette specializzazioni ed altre analoghe (meccanico, elettricista, edile, tessile, chimico, minerario, navale ed altre analoghe); l’articolo riconosce ai periti industriali le funzioni esecutive per i lavori inerenti le specializzazioni predette, con mansioni direttive nel funzionamento industriale delle aziende pertinenti, e per periti edili, navali, meccanici elettricisti ed affini la progettazione, la direzione, e attività collegate di manufatti inerenti la specializzazioni. Abbiamo assistito in 32 anni alla crescita delle specializzazioni da 7 a 31, e come queste 31 siano state nel tempo ulteriormente modificate in funzione delle esigenze del mercato. Ad esempio nell’elenco del 1961 non era compresa l’informatica che come a tutti è noto è nata come disciplina soltanto negli anni successivi. Sarebbe sufficiente quanto già detto per dimostrare come i periti industriali abbiano seguito già nella formazione scolastica l’andamento delle esigenze del mercato, modificando la formazione per essere sempre al passo con i tempi. Si deve ricordare come questa formazione abbia un particolare valore essendo contemporaneamente teorica e pratica, come avviene dal primo giorno di scuola in tutti gli istituti tecnici. Non c’è studente, non c’è perito industriale che non ricordi di aver fatto officina o cantiere già durante l’ora di scuola, e come abbia potuto in detti momenti prendere conoscenza e dimestichezza con i componenti, con le soluzioni studiate sui libri ed anche con la realtà del lavoro di gruppo. Proprio tale preparazione gli ha consentito di poter rimanere protagonista al passo con i tempi, con la evoluzione e con il cambiamento continuo.

La visione d’insieme del libero professionista
Questo suo sapere, saper fare e conseguentemente saper far fare, è per il perito industriale libero professionista quel valore aggiunto, che lo fa essere un vero free-lance, come i soldati professionisti che davano i loro servizi attendendo all’incolumità di chi li pagava. Da sempre cittadini ed aziende si rivolgono ai liberi professionisti con i problemi più disparati, che vanno dalla ingegneria alla medicina, dal diritto alla difesa all’edilizia eccetera, perché sanno di rivolgersi a gente preparata che sa valutare al meglio quanto si deve fare. In questo mondo dove da sempre il conflitto è una parte integrante della nostra vita, perché è dentro di noi e intorno noi, è assolutamente necessario essere all’altezza del momento che si vive. Ecco perché le specializzazioni sono cambiate, come disciplina e come contenuto della disciplina stessa, per consentire di affrontare in modo adeguato il conflitto quotidiano. È inutile dirlo, lo sappiamo tutti, il mondo in cui viviamo sta diventando ogni giorno più conflittuale, e molto spesso perdere in un conflitto vuol dire non solo soccombere ma vuol dire morire, sparire. Viviamo una realtà “liquida“ come direbbe Zygmunt Bauman, per il sistematico smantellamento delle sicurezze a favore di una vita più frenetica costretta ad adeguarsi alle scelte del sistema. In questo conflitto si deve evitare di agire istintivamente alle aggressioni. Si deve aver prima formulato una strategia. Ci vuole in sostanza una visione d’insieme del momento di scontro quotidiano che viviamo, e non considerare solo noi stessi o le nostre capacità. In sostanza per vivere, non solo per vincere, non si deve cercare la vittoria all’ultimo momento magari sul campo di battaglia ma la si deve preparare.

La scelta di un partner solido
Per questa ragione quando si ha la necessità di dover dipendere da un libero professionista, si deve saper scegliere quello che è migliore per il risultato che vogliamo ottenere o per il problema che abbiamo. Il cliente non ha bisogno di un professionista servile, ma di un partner solido, all’altezza del compito, gente che sa il fatto, che dimostra di conoscere bene la problematica, per averla maneggiata. Gente che parla solo dopo aver sentito le esposizioni e le richieste del committente. Solo chi è passato “attraverso” la storia, che ne ha scritto le pagine con l’inchiostro del sudore, che deriva dal conoscere da “saper fare”, può essere considerato il professionista dei nostri sogni. Questo è il perito industriale libero professionista, questo è colui che, artefice dello sviluppo della nazione, ha contribuito da protagonista a scriverne la storia. Continuerà quindi a scriverla, con quella costruttiva umiltà del saper vincere per ristabilire l’armonia, rifuggendo le varie ideologie, i i credo, i proclami e le culture prevaricanti.

 

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