mercoledì , 5 Ottobre 2022
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L’agognato C.U.D.

MACCAPANNI-2---VIGNETTA-DELAvendo agognato perché un CUD fosse mio, metto alla gogna chi mi ha fatto soffrire. E non solo adesso ma purtroppo da tanto tempo

Scuse e congratulazioni
Iniziando l’articolo è doveroso da parte mia scusarmi con gli Ingegneri Sebastiano Amore e Corrado Salvatore Gioia di Catania per aver utilizzato l’immagine del loro progetto nell’allegata vignetta. Il motivo è che vi è rappresentato il palcoscenico ideale per i due protagonisti che i nostri lettori conoscono già come la “strana coppia”, essendo costituita dall’installatore e dal progettista d’impianti elettrici. Che nello specifico è un ingegnere. Che, in realtà, sono io. Ma preferisco l’immagine consueta, piuttosto che quella personalizzata usata in alcuni casi, poiché ritengo che non siano pochi gli ingegneri progettisti d’impianti che, come me, si trovano, loro malgrado, imprigionati nella “Cassa”. Ma questo lo vedremo dopo. Prima di entrare nel merito accompagno le scuse con le mie congratulazioni ai due ingegneri per aver vinto il primo premio nel concorso di idee per la ristrutturazione della Sede di Inarcassa.

Perché agognato?
Stante quanto sopra è evidente che il CUD in oggetto è quello che doveva essermi inviato piuttosto che da me scaricato da Inarcassa Online. Entrambe le opzioni andavano bene. Invece no. Mi limito a dire che la mia pensione ammonta a ben 85,1 Euro. Comunque il CUD va allegato alla dichiarazione dei redditi. Assieme a quello dell’Inps, in realtà ex Enpals; ma il perché ed il percome di questo lo vediamo in seguito. Mi limito a dire che andato sul suo sito vi ho trovato, senza alcun problema, questo documento e l’ho stampato. Altrettanto non è avvenuto per Inarcassa. Alla voce Pensione Pronta del mio sito, dove si attesta che li ci sono i cedolini ed il CUD, vi ho trovato i primi ma non il secondo. Che, sino a poco tempo fa, mi arrivava per posta certificata gentilmente offertami dall’Ordine degli Ingegneri. Solo che alla fine dello scorso anno – dopo 42 di iscrizione – sono uscito dall’Albo.

Lettera stupefacente ed offensiva
A pochissimi giorni dall’uscita mi arriva una lettera dell’Ordine che, seccamente, mi comunica che, con effetto immediato, dal giorno dopo la mia uscita non è più disponibile per me la posta certificata. Devo dire che ci sono restato male. Ma dei miei rapporti con l’Ordine parlerò in seguito. Per ora la gogna riguarda solo l’Inarcassa. Concludo il discorso scrivendo una bozza di lettera che mi aspettavo di ricevere: Egregio Ingegnere, nel ringraziarla per il lungo periodo trascorso assieme che speriamo essere stato fecondo e felice, la avvertiamo che, nostro malgrado, dovremo toglierle la posta certificata. Affinché lei possa provvedere aspettiamo che ci comunichi quando possiamo farlo. Cordiali saluti ed auguri. Invece non è stato così. Via e basta.

Il CUD scomparso
In quel momento non sapevo quello che avrei passato. Anche perché nella mia ingenuità ritenevo che il CUD lo avrei, comunque, trovato la dove avrebbe dovuto essere: sul mio sito per essere scaricato. Ed invece no poiché mi era stato spedito per posta certificata. Ma non torna indietro quando il destinatario non è raggiungibile? E poi loro non se ne rendono conto? Ma è unico? Perché non vi era una sua copia sul sito con i cedolini? Per sapere tutto ciò ho cercato di contattare la Cassa, ma stava cambiando il Call Center proprio in quel momento. Allora sono ricorso alla loro posta elettronica. Ma non sono riuscito ad inviare nulla perché non riconosceva il mio numero di matricola che, peraltro, digitavo esattamente. Poi, quando, il nuovo Call Center si è reso disponibile ho lasciato, come indicatomi, il messaggio tramite cellulare. Naturalmente dopo aver atteso un po’ in linea: ma si paga? Comunque entro due giorni si sarebbero dovuti far vivi. Invece i giorni passavano e la data fatidica della consegna si avvicinava. Per cui, preoccupato, mi sono rivolto al Delegato della Cassa che è un caro amico e che, in passato avevo già coinvolto positivamente, affinché mi fossero restituiti dei versamenti via MAV che ho dovuto fare e che non dovevo più versare essendo, per l’appunto, diventato pensionato. Si vede che loro non lo sapevano.

Una strana privacy
Naturalmente lui si è attivato subito. Solo che io ho dovuto fargli avere – unitamente alla fotocopia della mia carta d’identità – la delega affinché lui potesse avere il CUD al posto mio. Per la privacy naturalmente. Per tutto questo sono passati alcuni giorni. Poi una mattina si sono fatti vivi dal nuovo Call Center per chiedermi quale problema avessi. Al che ho fatto il mio racconto, evidenziando la questione della posta elettronica certificata. Ma, al riguardo l’addetta non mi ha risposto. Invece è entrata direttamente nella mia documentazione personale. Dal che mi sono chiesto: ma la privacy? Ha scartabellato un po’, poi ha detto di averlo trovato. Non mi ha specificato dove. Presumo – avendolo spiegato io – nella posta certificata ritornata indietro. Non credo nella mia documentazione alla voce prevista poiché è sempre restata vuota. Comunque le ho chiesto perché non è la dove deve essere? – che è la domanda che continua ad assillarmi, ma non mi ha degnato di una risposta. Mi ha solo detto di darle il mio indirizzo normale di posta elettronica (peraltro anch’esso già indicato nel sito accanto a quello non più valido di posta elettronica) poiché dopo dieci minuti, mi avrebbe mandato il CUD. Cosa che è avvenuta. Ma qualche minuto dopo mi è arrivato anche quello ricevuto – nel pieno rispetto della privacy – dall’amico delegato che si è premurato di inviarmelo subito. Al che gli ho telefonato ringraziandolo e, scherzando, gli ho comunicato che, visto i rispettivi tempi di soluzione della questione e le modalità, lui è quasi importante come un’addetta al Call Center dell’Inarcassa. Ma tutto questo tribolare giustifica la cassa da morto immaginata dal progettista della vignetta? Direi proprio di no. Non è infatti solo per questo. Purtroppo si tratta dell’ultimo episodio oltre modo negativo dei miei rapporti con la Cassa. Nella seconda parte vedremo perché e soprattutto il motivo per cui io ritenga che siano tanti i progettisti d’impianti parimenti vittime.

 

 

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