In un contesto di profonda trasformazione Comoli Ferrari, azienda italiana leader nel mercato dell’impiantistica, ha riunito all’Allianz MiCo di Milano, lo scorso 15 ottobre, i principali player nazionali e internazionali del settore, industriali, investitori, rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali. Attraverso il supporto dei centri di ricerca come “CRESME” e ” CERVED” ha inoltre messo a disposizione a una platea di oltre 300 partecipanti strumenti di lettura e dati di mercato circa le prospettive del Paese su tali settori, grazie agli interventi di Lorenzo Bellicini e Alessandro Gorla. “Abbiamo selezionato una platea volutamente molto eterogenea: una buona parte del mondo della produzione, più tutta una serie di stakeholder che possiamo definire nel campo dei ‘fornitori di servizi’, dalle banche, ai big tech di tecnologia. Perché sono tanti i partner di questo ecosistema che fanno parte della nostra quotidianità e che ci consentono di far crescere ed evolvere il comparto dell’impiantistica.” Commenta Paolo Ferrari, AD di Comoli Ferrari. “Dove c’è qualcosa che non funziona, vedo opportunità.” Ha aggiunto Ferrari “Perché, a partire dall’infrastruttura Paese, dall’elettrificazione, o da meno del 25% del parco immobiliare a norma, parliamo di occasioni su cui investire e giocare un ruolo da protagonista, in ottica, per altro, di efficienza del Paese. È chiaro che, come si colgono le opportunità dipende, poi, da come si mette in atto un percorso. Quello che ci serve è avere stabilità e costruire dunque un progetto di medio-lungo periodo, che consenta alle aziende, alle istituzioni, a tutti quanti, di remare nella stessa direzione.” Sui temi citati da Ferrari sono state sollecitate le autorità presenti in ambito nazionale e regionale. Su cosa, dunque, occorre investire oggi con urgenza? La risposta emerge forte non solo dalla visione di Comoli Ferrari ma da tutti i grandi produttori intervenuti sul palco (Siemens, Schneider Electric, ABB, Bticino, Gewis, Ariston, BWT): sulla capacità di fare il sistema e di determinare una pianificazione che sia il più possibile di medio periodo “perché viviamo, in questo momento, in un Paese a intermittenza. Questo ci crea grossissimi problemi già in momenti di stabilità.” Sottolinea Ferrari “In una fase complessa, in cui evoluzione tecnologica e culturale si affianca ad un gap generazionale che non ha precedenti, occorre affrontare una complessità a cui non eravamo abituati e, forse, pronti. Per questo una strategia condivisa è davvero irrinunciabile”
22.10.26
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