Dopo le dichiarazioni del Presidente Nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, che raccoglie le sollecitazioni di FME circa la necessità di una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza degli impianti elettrici, Paolo Ferrari, Vicepresidente FME e AD di una delle Aziende leader in Italia per la distribuzione di materiale elettrico – Comoli Ferrari -, riflette sui bisogni della filiera: “Abbiamo condiviso, in un incontro organizzato da FME, lo stato dell’arte e i bisogni del settore impiantistico italiano. Non si tratta di rispondere esclusivamente alle esigenze dettate dalla transizione energetica, ma di contribuire al miglioramento dell’efficienza energetica in termini di sostenibilità economica e ambientale, e di sicurezza degli impianti e delle infrastrutture”. Secondo Ferrari: “È importante parlare non solo di efficienza, ma di tenuta complessiva del sistema elettrico. La questione della sicurezza e dell’adeguamento degli impianti elettrici – in particolare nel residenziale – è centrale. La filiera chiede un cambio di paradigma per evitare il collasso del sistema” e aggiunge “Un nodo cruciale è rappresentato dall’inadeguatezza del quadro normativo nell’affrontare le sfide della transizione. Ma si tratta anche di un tema culturale: serve una maggiore consapevolezza del valore e dello stato degli impianti elettrici”. Oltre il 75% del patrimonio edilizio italiano è inefficiente dal punto di vista energetico e gran parte degli impianti elettrici risulta obsoleta o priva di verifiche tecniche periodiche. Più di 12 milioni di abitazioni sono inadeguate alla crescente domanda di potenza. Per questo motivo la filiera del materiale elettrico ha avanzato proposte concrete alle istituzioni. Tra le priorità: un censimento nazionale degli impianti elettrici; un loro sistema di classificazione; norme di formazione obbligatorie per progettisti e manutentori; l’obbligo per gli amministratori di condominio di richiedere dichiarazioni di conformità o manutenzioni certificate; un ruolo più attivo delle assicurazioni; incentivi per imprese e cittadini che aggiornano e certificano gli impianti; un piano nazionale di comunicazione che coinvolga l’intera filiera – dai produttori ai distributori, dagli installatori ai progettisti fino agli amministratori e ai consumatori – e una campagna pubblica sulla sicurezza domestica. “Mi auguro che si concretizzino occasioni di dialogo con il legislatore” conclude Ferrari. “È inverosimile che un settore che genera circa 200 miliardi di euro in Italia sia ancora poco conosciuto a livello istituzionale, perché la competitività del Paese passa anche da qui. È quindi fondamentale fare sistema tra gli attori della filiera, il legislatore e l’utente finale, verso il quale abbiamo il dovere di promuovere una maggiore consapevolezza sul valore e sulla sicurezza dei propri impianti elettrici”.
23.03,26
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