lunedì , 16 Marzo 2026
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 Perplessità sul nucleare

Il Coordinamento FREE – Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica – è stato audito dalle VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) Commissioni della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge delega al Governo per lo sviluppo in Italia del cosiddetto “nucleare sostenibile”. Nel corso dell’audizione, FREE ha espresso forti perplessità sulla solidità delle basi economiche, tecnologiche e strategiche che sorreggono la scelta di avviare un nuovo programma nucleare nel nostro Paese. In particolare, FREE ha evidenziato come il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) motivi l’opzione nucleare esclusivamente sulla base di una presunta maggiore economicità dello scenario con nucleare, stimata in circa 17 miliardi di euro rispetto a uno scenario 100% rinnovabile sull’orizzonte temporale fino al 2050. Tuttavia questa maggiore convenienza economica non risulta supportata da dati oggettivi e verificabili. Il PNIEC, infatti, fonda questa valutazione principalmente sullo sviluppo degli Small Modular Reactors (SMR), una tecnologia che ad oggi non esiste su scala industriale. Di conseguenza, i costi di investimento, esercizio, gestione del combustibile e smantellamento non sono valutabili con attendibilità. A conferma di ciò, FREE ha ricordato che neppure i sette gruppi di lavoro della Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile sono stati in grado di produrre stime di costo tali da confermare le ipotesi economiche riportate nel PNIEC. Un ulteriore elemento critico riguarda la sicurezza energetica. FREE ha richiamato un recente studio del Politecnico di Milano, secondo il quale l’industria italiana possiede le competenze per contribuire alla costruzione di una centrale nucleare, ma non dispone delle capacità industriali per produrre il combustibile nucleare necessario al suo funzionamento. Questo aspetto entra in evidente contrasto con uno degli obiettivi qualificanti della legge delega, ossia il rafforzamento della sicurezza energetica nazionale, poiché l’Italia rimarrebbe comunque strutturalmente dipendente dall’estero per l’approvvigionamento del combustibile. Infine, FREE ha sottolineato come il nucleare sia una tecnologia che può contribuire alla decarbonizzazione, ma con caratteristiche di generazione non modulanti. Si tratta infatti di una tecnologia di “baseload”, adatta cioè a contesti in cui è necessario sostituire grandi quote di produzione elettrica e costante, principalmente prodotte ancora con carbone, come avviene oggi in Paesi quali ad esempio Cina e India, che stanno puntando ad avere una quota di generazione da nucleare. Questa impostazione risulta invece poco coerente con il sistema elettrico italiano ed europeo, dove la produzione da fonti rinnovabili ha già raggiunto livelli elevati e tali da non aver più bisogno di una generazione di baseload. In questi contesti è invece necessario sviluppare sistemi flessibili e modulanti in grado di garantire il corretto bilanciamento delle reti elettriche. In tale prospettiva, risultano più coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica tecnologie come i cicli combinati a gas insieme ai sistemi di accumulo e alla gestione intelligente delle reti. Il Coordinamento FREE ha ribadito la necessità che le scelte strategiche in materia energetica siano fondate su dati solidi, analisi trasparenti e valutazioni industriali realistiche, evitando di basare decisioni di lungo periodo su ipotesi tecnologiche ed economiche non ancora dimostrabili e trascurando aspetti connessi alla sicurezza, sui quali non sembra ci sia stata fino ad ora una seria riflessione.

 

16.03.26