lunedì , 24 Giugno 2024
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Più di 1 RAEE su 3 fuori dalla corretta filiera

In Italia sono poco più di 6 su 10 i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), sia di grandi che di piccole dimensioni, che, una volta usciti dalle nostre case, seguono il percorso che porta a un impianto accreditato in grado di garantirne il corretto riciclo. Che fine fanno tutti gli altri? Proprio per rispondere a questo interrogativo Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), ha realizzato insieme ad Altroconsumo l’indagine “RAEE: Chi l’ha visto?” presentata a Roma il 17 ottobre. L’inchiesta ha previsto il monitoraggio di 370 RAEE (300 grandi apparecchiature e 70 piccole) provenienti da tutte le regioni di Italia. Nel campione analizzato sono presenti rifiuti elettronici differenti e appartenenti a 4 Raggruppamenti: R1 (frigoriferi, congelatori, ecc.), R2 (lavatrici, lavastoviglie, ecc.), R3 (notebook, tablet, ecc.) e R4 (elettronica di consumo e piccoli apparecchi). Su ogni apparecchiatura è stato installato un dispositivo GPS in grado di monitorarne la posizione lungo tutto il percorso, a partire dalla casa in cui si trovava prima del conferimento. A fronte di un campione di 264 RAEE, solo 175 (il 66,3%) sono giunti in uno degli impianti accreditati al Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), rimanendovi per un periodo di tempo sufficiente a poter essere trattati correttamente. In 12 casi (4,5% del campione) la permanenza dei RAEE nell’impianto accreditato è stata troppo breve per consentire una lavorazione plausibile, in linea con gli standard qualitativi dal Centro di Coordinamento RAEE, mentre altri 15 rifiuti (5,7%), sono stati trasportati in impianti registrati, ma non accreditati e quindi non tenuti formalmente a rispettare gli standard di trattamento riconosciuti dal Centro di Coordinamento. Anche i restanti 62 RAEE (pari al 23,5% del campione) hanno intrapreso un percorso non virtuoso: dal luogo di conferimento hanno raggiunto una destinazione diversa da quella prevista, finendo in alcuni casi addirittura all’estero. Questo cluster rappresenta un flusso illegale, perché durante il proprio percorso i rifiuti non sono mai transitati in impianti autorizzati al trattamento sfuggendo così a ogni controllo. Le destinazioni anomale riscontrate sono tra le più varie. Ad esempio, 3 notebook sono arrivati in Africa; hanno lasciato i porti nazionali e sono approdati in Senegal, Egitto e Marocco. In altri casi, la trasmissione si è interrotta presso zone residenziali dove la batteria del tracciatore si è scaricata o dove il tracciatore è stato rilevato e messo fuori uso. Non mancano RAEE gettati in discariche abusive o consegnate direttamente ad acciaierie o attività di recupero e riciclo di metalli ferrosi senza essere lavorati. Secondo l’ultimo Rapporto annuale del CdC RAEE, infatti, il dato di raccolta pro-capite di RAEE Domestici in Italia si attesta su 6,12 kg per abitante, a fronte di un obiettivo europeo pari a 11 kg: secondo le stime di Erion WEEE, mancano all’appello circa 400.000 tonnellate di RAEE Domestici, vale a dire quasi 3 milioni di grandi elettrodomestici e più di 400 milioni di piccoli elettrodomestici.

 

13.11.23