sabato , 20 Luglio 2024
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Un eroe nascosto

A 100 anni dall’inizio, l’innovazione nel campo della sicurezza elettrica diventa fondamentale per il percorso verso il net-zero in conseguenza del crescente utilizzo di fonti di energia rinnovabili che richiedono una gestione capillare della rete elettrica. L’interruttore automatico di ABB, primo nel suo genere, continua a definire gli standard del settore per prestazioni, dimensioni compatte e connettività. La flessibilità di utilizzo e un design che facilita l’utilizzo garantiscono un’installazione semplice e sicura. Il primo interruttore automatico (MCB) di ABB raggiunge il traguardo dei 100 anni di protezione dei circuiti elettrici con una continua evoluzione soddisfacendo i nuovi requisiti di sostenibilità. Poiché quasi un quarto di tutti gli incendi si verificano negli edifici residenziali], l’interruttore automatico non solo ha rivoluzionato il modo di vivere rendendo sicure le case, ma ha portato la sicurezza elettrica in tutti gli ambiti, dagli edifici commerciali alle realtà industriali fino ai data center. Gli interruttori automatici rilevano guasti elettrici come cortocircuiti e sovracorrenti, scollegando il circuito guasto entro 10 millisecondi, 10 volte più velocemente di un battito di ciglia. Una volta riparato il guasto il circuito può essere ripristinato in modo rapido e semplice. Nella transizione verso un futuro a zero emissioni, è essenziale aumentare l’elettrificazione e integrare fonti energetiche più diversificate e rinnovabili. Ciò significa che i dispositivi di protezione devono gestire un numero crescente di carichi elettrici, di maggior entità e con variazioni della domanda di energia. ABB, con i suoi prodotti, fornisce sicurezza elettrica a tutto, dai pannelli solari alle pompe di calore, fino ai veicoli elettrici, e offre una protezione aggiuntiva contro guasti come correnti residue, sovratensioni, correnti di guasto a terra o guasti ad arco. Aldo Sciacca, Head of Energy Distribution, Smart Buildings Division di ABB Electrification, afferma: “Il nostro portafoglio orientato al futuro è incentrato sul raggiungimento dell’efficienza energetica in modo trasparente e sostenibile. Ci concentriamo anche sulla facilità di installazione. Attraverso i nostri prodotti compatti, modulari e flessibili, consentiamo l’ammodernamento degli edifici e l’integrazione di fonti di energia rinnovabile, in modo rapido e sicuro. Ciò svolge un ruolo fondamentale nel garantire lo sviluppo sicuro di comunità, città e industrie in maniera sostenibile e moderna”. I dispositivi di protezione di oggi rendono gli edifici, siano essi nuovi o esistenti, più intelligenti e più sostenibili. I design compatti consentono l’ammodernamento anche in edifici storici dove lo spazio disponibile per gli impianti è limitato. Le strutture in legno all’interno di molti degli edifici storicamente significativi del mondo, sono particolarmente vulnerabili ai rischi elettrici, che possono provocare incendi. In questi siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, i sistemi elettrici sono stati aggiornati con l’installazione di dispositivi di protezione compatti, come i dispositivi di rilevamento dei guasti d’arco (AFDD) dotati di un interruttore differenziale integrato con protezione da sovracorrente (RCBO), per proteggere questi monumenti per i secoli a venire.
La storia
Nel 1918, il precursore di ABB, Brown, Boveri & Cie (BBC), acquistò Stotz Kontakt, un’azienda di forniture elettriche con sede a Mannheim, in Germania. Il fondatore dell’azienda, Hugo Stotz, rimase in BBC e, in collaborazione con il suo ingegnere capo, Heinrich Schachtner, inventò il primo interruttore automatico ripristinabile, un dispositivo che fu brevettato nel novembre 1924. Combinando la protezione termica con quella magnetica in un’unica unità, l’MCB fu brevettato nel 1924 e divenne il primo dispositivo in grado di interrompere correnti elevate e di essere ripristinabile, senza doverlo sostituire come avveniva in precedenza con i fusibili. Oggi ABB ha otto stabilimenti in tutto il mondo che realizzano questo tipo di prodotti e che producono oltre 100 milioni di poli all’anno.

 

09.07.24